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E-learning | Un programma di ricerca


La nostra ricerca segue tre direttrici diverse ma complementari. Innanzitutto, esamina la letteratura scientifica relativa allo sviluppo concettuale, storico e tecnologico della FAD allo scopo di ricostruire i diversi paradigmi teorici e i corrispondenti modelli didattici. In secondo luogo, si occupa della rilevazione empirica delle esperienze didattiche d’avanguardia nel campo dell’e-learning universitario, in Italia e all’estero, catalogandole sistematicamente in una serie di “griglie” che ne consentono la valutazione analitica in chiave comparata. Infine, sta sviluppando una griglia di valutazione complessiva che permetta – indicando le specifiche esigenze didattiche – di comparare le diverse soluzioni e piattaforme tecnologiche presenti sul mercato.

1. Il primo obiettivo della ricerca è di natura teorica e intende mettere a confronto i modelli formativi e i paradigmi di apprendimento dell’e-learning all’interno del quadro più generale dell’evoluzione concettuale, storica e tecnologica della Formazione a Distanza. A tale fine sarà analizzata la letteratura scientifica relativa ai diversi paradigmi derivati dalle teorie comportamentista, cognitivista e costruttivista, mettendoli in relazione con lo sviluppo dei principali modelli utilizzati nella FAD: 1) il modello tradizionale, utilizzato ad esempio nella formazione per corrispondenza («uno-a-uno»); 2) il modello del broadcasting, utilizzato nelle esperienze di teledidattica («uno-a-molti»); 3) il modello del networking, reso possibile dalle potenzialità collaborative della rete («molti-a-molti»). Si mostrerà come i primi due modelli giustifichino in fondo la percezione della FAD come mero surrogato della formazione in presenza. Nel terzo caso, al contrario, la rete permette di accogliere in pieno la rivoluzione paradigmatica che vede l’apprendimento non come una trasmissione unidirezionale del sapere, ma come un processo in cui il discente partecipa alla costruzione del proprio sapere immerso in un ambiente altamente interattivo e collaborativo. Particolare attenzione sarà dedicata alle teorie dell’apprendimento attivo, condiviso e collaborativo, ai modelli didattici più avanzati e alle tecniche più innovative di valutazione dell’impatto e del risultato. Si mostrerà dunque come l’e-learning trasformi la FAD da surrogato indispensabile complemento della formazione “in presenza”.

2. Il secondo obiettivo è di natura empirico-conoscitiva e mira a individuare le best practices attraverso un censimento sistematico delle esperienze didattiche in rete secondo una griglia di rilevazione e catalogazione che ne consenta una agevole valutazione comparata. Dopo un primo sguardo ad ampio raggio esteso a diverse forme di e-learning e ad esperienze statunitensi ed europee, ci si concentrerà sulla valutazione delle esperienze italiane e si opererà una ulteriore restrizione del focus sia per ambito formativo (concentrandosi sulla realtà universitaria), sia per ambito disciplinare (concentrandosi selle esperienze di e-learning relative alle scienze sociali e gli studi linguistico-culturali). Tali scelte sono dovute all’importanza di tre fattori: 1) Il contesto socio-culturale: le già note difficoltà nell’esportazione cross-cultural di strategie e modelli didattici più tradizionali, sono accresciute nel caso dell’e-learning dal fatto che nei diversi paesi (e spesso all’interno di uno stesso paese) si riscontrano diversi livelli di alfabetizzazione informatica e in generale di attitudine all’uso del computer da parte sia dei docenti che dei discenti, nonché un ineguale sviluppo delle infrastrutture; 2) Il tipo di target: come per la formazione «in presenza», anche per la FAD sussistono fondamentali differenze tra pedagogia e andragogia, e tra formazione in ambito educational e in ambito professionale/aziendale; per questi motivi, ad un livello di analisi approfondito, parlare di e-learning senza specificare il tipo di target può generare generalizzazioni fuorvianti; 3) L’ambito disciplinare: le esigenze, gli approcci, le metodologie – e in una certa misura anche le tecnologie – di e-learning possono variare sostanzialmente a seconda dell’ambito disciplinare: differenze e specificità particolarmente rilevanti si riscontrano nelle modalità efficaci di didattica a distanza nel campo delle scienze naturali e in quello delle scienze sociali o umanistiche, come nel caso dell’insegnamento delle lingue e delle culture straniere.
Una volta selezionate in questo modo le esperienze da esaminare, le informazioni raccolte saranno immesse in apposite “griglie” allo scopo di catalogare e valutare le diverse modalità di progettazione, erogazione e gestione dell’unità formativa (learning object) misurandone qualità e l’efficacia in base alla loro capacità di sfruttare pienamente le potenzialità della rete: uso della “navigazione ipertestuale” anziché della narrazione sequenziale, utilizzo della multimedialità come strategia comunicativa ed effettiva capacità di attivare meccanismi di interazione sia verticale (discente/docente) che orizzontale (discente/discente).

3. Il terzo obiettivo è di natura pratica-applicativa. Definiti i modelli concettuali e indicate le strategie didattiche più consone all’e-learning universitario nel campo delle scienze sociali e degli studi linguistico-culturali, la ricerca intende individuare gli strumenti ottimali (in base al rapporto esigenze/funzionalità - qualità/costo) per implementare in concreto, in questi campi, un sistema avanzato di Formazione a Distanza in rete. Si ambisce così a dare un significativo contributo al nostro Ateneo che, privo di esperienze significative nel campo spesso a causa di limiti sia conoscitivi che di budget, pure avverte l’esigenza di iniziare una seria sperimentazione.


 

 

 

 

 
 

 

 
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