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E-learning | Le basi concettuali e lo sviluppo storico


Le esperienze di Formazione a Distanza (FAD) hanno almeno 150 anni e nascono inizialmente come semplice surrogato della formazione «in presenza» allo scopo di rispondere ad alcune esigenze di carattere logistico ed economico (distanza geografica, costi di spostamento, ecc.).

(1) La prima forma di FAD è stata la didattica per corrispondenza, inaugurata a Londra nel 1843 da una società che erogava corsi gratuiti di stenografia. Utilizzando lo stesso modello, nel 1856 nacque a Berlino il primo istituo europeo di insegnamento delle lingue a distanza e, nel 1873, l’Università dell’Illinois varò il primo corso universitario per corrispondenza.

Il modello formativo di queste prime esperienze è «uno-a-uno», è basato sostanzialmente sull’autoapprendimento e ha un contenuto bassissimo o nullo di interattività sia tra allievo e docente che tra gli allievi. Il paradigma di apprendimento sotteso è quello della psicologia comportamentista, che definisce l’apprendimento come un processo individuale basato sulla trasmissione unidirezionale della conoscenza dal docente al discente mediante dinamiche di «condizionamento», stimolo-ricompensa.

(2) In seguito, lo sviluppo tecnologico introdurrà importanti innovazioni nella FAD. La radio trasforma il modello formativo da «uno-a-uno» ad «uno-a-molti» (il primo corso educational lanciato dalla BBC risale al 1927). Dagli anni Quaranta il telefono verrà spesso utilizzato come supporto integrativo nei corsi a distanza, consentendo una sia pur limitata forma di interazione, almeno tra allievo e docente. Nel dopoguerra, la TV aggiunge al modello «uno-a-molti» il supporto fondamentale delle immagini in movimento; e, dalla fine degli anni Settanta, l’affermarsi di audio e video-registratori per uso domestico introduce la possibilità di personalizzare dei tempi dell’apprendimento – un passo cruciale verso una modalità di formazione learner-centred.

Infine, l’integrazione di tutte queste tecnologie ha permesso di introdurre nell’esperienza formativa l’elemento della multimedialità. In Europa i grandi pionieri di questo sviluppo sono diversi: dal Centre National d’Enseignement à Distance, nato negli anni Quaranta, alla British Open University, che comincia ad operare negli anni Sessanta, al Consorzio Nettuno (NETwork Teledidattico per l’Università Ovunque), nato nel 1991.

Sebbene di importanza fondamentale, tuttavia, questi sviluppi tecnologici non hanno alterato significativamente il paradigma di apprendimento di derivazione comportamentista. La FAD di prima e seconda generazione ha continuato insomma ad ignorare i contributi che nel frattempo sono venuti dagli approcci cognitivisti e costruttivisti, per i quali l’apprendimento è un processo esperienziale che dev’essere condotto dal discente in modo attivo e collaborativo, immerso in un contesto multi-relazionale (allievo/docente, allievo/allievo) in cui la costruzione del sapere si dispiega come attività condivisa, come costruzione mentale intersoggettiva.

(3) Questi nuovi paradigmi sono invece alla base della FAD «di terza generazione», meglio conosciuta come e-learning. Nella sua accezione più sviluppata, infatti, l’e-learning non è un surrogato della formazione in presenza, né indica semplicemente un nuovo medium per erogare formazione a distanza di vecchia concezione. Al contrario, secondo la letteratura specialistica, l’e-learning – inteso come attività formativa che utilizza la Rete (soprattutto Internet e in particolare il Web) – è in grado di innescare una vera e propria «rivoluzione dell’apprendimento» basata su un modello formativo altamente interattivo («molti-a-molti»).

L’e-learning ha ormai prodotto una serie di specifiche strategie didattiche (Extended e-learnng, Anchored instruction, Blended e-learning, ecc.) basate su nuovi modi di progettare, distribuire e gestire la formazione a distanza nonché su nuove tecniche di valutazione dell’impatto e del risultato. Soprattutto dopo che i vecchi sistemi di Computer Aided Instruction, rigidi e chiusi, sono stati sostituiti dai nuovi modelli di Hypertext Computer Based Training, di Interactive Tutorial System e di Web Based Training, è stato possibile concepire un triplo ribaltamento della FAD tradizionale: 1) nelle modalità di progettazione dei contenuti formativi, attraverso l’ipertestualità); 2) nelle modalità per la loro presentazione e comunicazione, attraverso la multimedialità); 3) nelle modalità di fruizione degli stessi, attraverso l’interattività – chiave di volta per un apprendimento attivo, condiviso e collaborativo.

 

 

 

 

 
 

 

 
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