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Con la diffusione delle
tecnologie di rete la Formazione a Distanza (FAD)
è entrata nella sua “terza generazione”,
quella dell’e-learning. Mentre le due generazioni
precendenti – la formazione per corrispondenza
e la teledidattica – giustificavano la percezione
della FAD come mero surrogato della formazione
“in presenza”, l’e-learning
si impone come un suo indispensabile complemento,
innescando una rivoluzione tanto nei modelli didattici
quanto nei modelli di apprendimento.
Non si tratta tuttavia di
una semplice rivoluzione tecnologica: gli stessi
paradigmi teorici dell’insegnamento/apprendimento
ne risultano influenzati, poiché l’e-learning
consente di concepire la costruzione del sapere
non come una attività di trasmissione/ricezione
unidirezionale, bensì come un processo
di tipo condiviso e collaborativo.
La rete infatti permette di sviluppare modelli
concettualmente e metodologicamente innovativi
basati sull’ipertestualità come strategia
di progettazione dei contenuti formativi; sulla
multimedialità come modo di presentarli
e comunicarli; e sull’interattività
(tra discente e docente, tra discente e computer
e tra discente e discente) come condizione naturale
per la loro fruizione.
L’e-learning dunque
è una frontiera: non solo tecnologica ma
anche concettuale e metodologica. E’ una
frontiera culturale, ed è solo la punta
dell’iceberg. Un intero continente, sotto
la superfice, rimane da esplorare.
Per questo motivo l’USAD
ha avviato un programma di ricerca che intende,
da un lato, approfondire lo sviluppo storico e
le basi concettuali della FAD e, dall’altro,
acquisire gli strumenti indispensabili per una
valutazione comparativa dei diversi modelli di
e-learning in ambito universitario. Un’attenzione
particolare, viene dedicata ai modelli e alle
soluzioni di e-learning nel campo delle scienze
sociali e degli studi linguistico-culturali, nonché
alle soluzioni tecnologiche ottimali per approccio,
funzionalità, qualità e costo.
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